Cosa è successo in tutti questi mesi? Bella domanda...
Diciamo che, dopo Basta Una Firma, che per una serie di eventi ha avuto una vita editoriale ben diversa da quella che volevo e immaginavo, il blog è stato l'ultimo dei miei pensieri. In fondo, nel mondo di Facebook, in cui è facile comunicare e far conoscere qualcosa che volevi raccontare (e a volte anche cose che avresti preferito non raccontare)il blog mi sembrava un po' un eccesso, un qualcosa di troppo, che rischiava di ripetere, in maniera egocentrica, qualcosa di già detto.
Ma avevo perso di vista una cosa: se su Facebook la gente, che gli piaccia o meno, si vede comunque arrivare addosso i miei deliri, col blog si prende il disturbo di entrare in un sito e spulciarlo per vedere se ci sono novità. E se la gente si prende questo disturbo, io devo far mio L'IMPEGNO di fornire notizie e informazioni.
Un blog è una responsabilità, e alla fine serve maturità per portarlo avanti. Forse devo dimostrare questa maturità, alla fin fine...
Tornando a bomba, in questi ultimi mesi son successe molte cose, che vi racconterò magari nei prossimi post(così mi riservo qualcosa da scrivere). E nelle ultime settimane, in particolare, mi sono scontrato con una difficoltà che incontro forse per la prima volta in maniera così ardua: riuscire a portare avanti la sceneggiatura di una storia. Peraltro, di una storia scelta da me. Non che abbia mai abbandonato neanche storie commissionate, ma la cosa mi rode forse di più proprio per questo.
Sto cercando di raccontare una storia basata su alcuni eventi avvenuti ad una persona di mia conoscenza. Questa persona ha fatto delle scelte, nella sua vita e in relazione a questi eventi, che giudico divertenti ed interessanti, ma che io, probabilmente non avrei fatto mai. Alcune le giudico illogiche, altre poco consone, altre semplicemente troppo avventate per i miei standard (che poi, io mi son dimesso da un posto statale, e giudico avventate le scelte degli altri: ci vuole faccia tosta!). E la cosa mi spiazza ogni volta che arrivo alla fase di sceneggiatura. Ormai sono arrivato alla terza stesura, e per la terza volta mi trovo bloccato durante la costruzione delle motivazioni del personaggio. E' qualcosa che non riesco a rendere, forse che non capisco ancora a fondo, o forse che non condivido. Fatto sta che, ormai sistematicamente, giungo ad uno stallo. Questa storia avrebbe già un disegnatore e un editore. E no, non credo saranno contenti di leggere queste righe.
Il punto è che, forse, questa storia non può essere raccontata debitamente, non in un libro a fumetti almeno. E' una storia che va vista e vissuta, in tempi anche lunghi. Fa fatica a stare rinchiusa in un volume, per quanto corposo. E fa fatica a raccontarla chi non ne è stato diretto protagonista.
Tempo fa ho dovuto scegliere di non raccontare una storia molto valida, e che avrebbe anche avuto una buona presa sul pubblico (sì, sto parlando di vendite)per alcune tematiche trattate. Ho preso quella scelta perché il raccontarla avrebbe potuto seriamente ferire una persona che di quella storia era stata protagonista. Ho preso una decisione matura (termine che sta diventando fastidiosamente ricorrente), e anche se ho rinunciato a qualcosa, non me ne pento.
Qui invece la situazione è diversa: è una storia leggera, spesso divertente, senza grandi drammi umani o sociali dietro, ma semplicemente sto iniziando a pensare che, almeno in questa fase della mia vita, non ho alcuni dei requisiti umani per raccontarla in maniera efficace. E per questo, salvo folgorazioni sulla via di Damasco, la metto in stand by a tempo indeterminato. Forse per sempre.
Ho altro da raccontare, comunque. Ho una storia importante, su un argomento che mi sta molto a cuore, che voglio raccontare da anni, e ho trovato un disegnatore incredibilmente bravo che vuole raccontarla insieme a me. Non ho ancora un editore, ma nella vita bisogna essere ottimisti, mi dicono. E magari maturi. Ma ne riparleremo presto.
Visualizzazione post con etichetta scrivere. Mostra tutti i post
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venerdì 8 marzo 2013
domenica 8 aprile 2012
Nuova casa e nuovo libro
Ok, era qualche giorno che volevo postare qualcosa, ma operazioni di trasloco e il dilungarsi dei tempi per l'allaccio di internet mi hanno impedito di farlo. Ora ho una nuova casa, si spera definitiva, e un nuovo libro in uscita. Stavolta si cambia regime, e abbandoniamo le favole metropolitane per buttarci sull'umorismo.
Ad accompagnare i miei testi stavolta troviamo i disegni del prode Salvatore Amedei e gli sfavillanti colori di Massimo Travaglini. Il libro, pubblicato da Primiceri EDitore, sarà disponibile a partire dal 28 aprile al Napoli Comicon, e poi in tutte le fumetterie.
Curiosi?
Ecco a voi un bel booktrailer!
Ad accompagnare i miei testi stavolta troviamo i disegni del prode Salvatore Amedei e gli sfavillanti colori di Massimo Travaglini. Il libro, pubblicato da Primiceri EDitore, sarà disponibile a partire dal 28 aprile al Napoli Comicon, e poi in tutte le fumetterie.
Curiosi?
Ecco a voi un bel booktrailer!
mercoledì 25 maggio 2011
il mio metodo (?) di scrittura...
Premettiamo che questo blog, nonostante i ritmi geologici, non è morto...
Qualche giorno fa un conoscente, cercando di far finta di capire qualcosa del mio lavoro di sceneggiatore mi ha chiesto: "Ma il tuo metodo di lavoro quale è? Come ti organizzi per raccontare una storia?".
Dopo alcuni imbarazzanti e seccanti attimi di silenzio, in cui cercavo una risposta rapida che potesse soddisfare una persona che cercava solo di farmi una domanda che potesse apparire intelligente, pur avendo premesso che l'ultimo fumetto letto era un Topolino della fine degli anni 80, mi son reso conto che una risposta semplice e chiara non l'avevo.
Non che non abbia mai pensato a crearmi un metodo di lavoro, ma la verità è che ogni volta che ho scritto qualcosa che ritenessi soddisfacente e valido anche per il pubblico, il mio metodo di lavoro, ogni mio tentativo di organizzarmi, di darmi dei tempi e degli spazi, era stato puntualmente mandato al diavolo.
Facciamo un esempio pratico:
Da circa un mese mi scervello sul prologo di un romanzo a fumetti che sto scrivendo. Ho circa 20 tavole (pure troppe) a disposizione per far emergere le passioni del protagonista, i suoi sentimenti, i suoi ideali, il suo approccio alla vita e al lavoro, lo svilupparsi di una sua viscerale passione. Ho inscenato una serie di eventi che parte dall'infanzia del protagonista, con personaggi comprimari, visioni profetiche, grandi epifanie. Ho studiato una regia ben dinamica delle tavole per non annoiare il lettore, ho cercato di mettere su carta delle gag e delle situazioni divertenti.
Insomma, su queste 20 tavole mi ci sono scervellato per bene per oltre un mese, eppure il risultato non mi soddisfaceva abbastanza: le trovavo prolisse, con poco appeal, noiose a tratti.
Stamattina mi sveglio tardi dopo una notte quasi insonne per le allergie, col pensiero di una giornata di lavoro (l'altro lavoro, quello con cui pago l'affitto) piuttosto rognosa. E mentre ancora assonnato cerco di capire quale cosa devo fare per prima oggi, vengo folgorato da un brivido alla base della nuca.
Mi siedo al pc e cancello 18 delle 20 tavole scritte nell'ultimo mese. E so esattamente come sostituirle. Non devo STUDIARE un nuovo approccio, perché so esattamente come affrontare il prologo, tecnicamente e narrativamente. Credo che in una settimana avrò le 20 tavole definitive, se avrò abbastanza tempo libero.
Il metodo della mia scrittura? E' essere sempre pronti a mandare a puttane il mio metodo, perché le storie non amano le regole.
Qualche giorno fa un conoscente, cercando di far finta di capire qualcosa del mio lavoro di sceneggiatore mi ha chiesto: "Ma il tuo metodo di lavoro quale è? Come ti organizzi per raccontare una storia?".
Dopo alcuni imbarazzanti e seccanti attimi di silenzio, in cui cercavo una risposta rapida che potesse soddisfare una persona che cercava solo di farmi una domanda che potesse apparire intelligente, pur avendo premesso che l'ultimo fumetto letto era un Topolino della fine degli anni 80, mi son reso conto che una risposta semplice e chiara non l'avevo.
Non che non abbia mai pensato a crearmi un metodo di lavoro, ma la verità è che ogni volta che ho scritto qualcosa che ritenessi soddisfacente e valido anche per il pubblico, il mio metodo di lavoro, ogni mio tentativo di organizzarmi, di darmi dei tempi e degli spazi, era stato puntualmente mandato al diavolo.
Facciamo un esempio pratico:
Da circa un mese mi scervello sul prologo di un romanzo a fumetti che sto scrivendo. Ho circa 20 tavole (pure troppe) a disposizione per far emergere le passioni del protagonista, i suoi sentimenti, i suoi ideali, il suo approccio alla vita e al lavoro, lo svilupparsi di una sua viscerale passione. Ho inscenato una serie di eventi che parte dall'infanzia del protagonista, con personaggi comprimari, visioni profetiche, grandi epifanie. Ho studiato una regia ben dinamica delle tavole per non annoiare il lettore, ho cercato di mettere su carta delle gag e delle situazioni divertenti.
Insomma, su queste 20 tavole mi ci sono scervellato per bene per oltre un mese, eppure il risultato non mi soddisfaceva abbastanza: le trovavo prolisse, con poco appeal, noiose a tratti.
Stamattina mi sveglio tardi dopo una notte quasi insonne per le allergie, col pensiero di una giornata di lavoro (l'altro lavoro, quello con cui pago l'affitto) piuttosto rognosa. E mentre ancora assonnato cerco di capire quale cosa devo fare per prima oggi, vengo folgorato da un brivido alla base della nuca.
Mi siedo al pc e cancello 18 delle 20 tavole scritte nell'ultimo mese. E so esattamente come sostituirle. Non devo STUDIARE un nuovo approccio, perché so esattamente come affrontare il prologo, tecnicamente e narrativamente. Credo che in una settimana avrò le 20 tavole definitive, se avrò abbastanza tempo libero.
Il metodo della mia scrittura? E' essere sempre pronti a mandare a puttane il mio metodo, perché le storie non amano le regole.
giovedì 22 aprile 2010
Dica 33...
Ecco, non lo dite troppo in giro, ma alcuni giorni fa sono entrato nell'età messianica per definizione...
Ora, se un qualsiasi capellone mediorientale è riuscito a creare tutto quel clamore intorno a sè semplicemente scambiando di nascosto degli otri d'acqua con degli otri di vino, anche io penso di dover riflettere su cosa fare della mia vita...
Dunque vediamo, dopo un annetto alquanto burrascoso, che mi ha anche portato sull'orlo di un esaurimento nervoso (no, purtroppo questa non è una spiritosa esagerazione...) la mia situazione attuale è questa:
- ho lasciato un lavoro sicuro che, per le condizioni di scarsa organizzazione in cui veniva dolosamente tenuto dal datore di lavoro stesso, ha seriamente messo alla prova la mia pazienza e la mia salute;
- dopo un periodo di passaggio attraverso varie collaborazioni, attualmente non ho un lavoro;
- al momento vivo a Roma, ma vista la condizione precedente, tendo a non considerarla una permanenza a lunga scadenza;
- non ho una donna (in maniera più radicale del solito, direi);
- un mio microracconto è stato pubblicato sull'antologia 128battute edita per beneficenza da Feltrinelli, selezionata dopo un concorso su Twitter. Se avete una libreria Feltrinelli nei pressi di casa fateci un salto e spendete un euro per una buona causa;
- sempre nell'ambito della letteratura brevissima annuncerò a breve una novità legata ad un noto sito satirico italiano;
- in autunno dovrebbe uscire il mio primo graphic novel, di cui al momento non posso dire niente, ma presto spero di poter dare ulteriori informazioni;
- all'orizzonte ci sono anche altre 2 pubblicazioni, ma ancora è prematuro parlarne.
Insomma, se dal punto di vista finanziario e personale siamo sull'orlo del disastro, da quello della scrittura si affacciano novità interessanti... A capire se questo bilancio è positivo o negativo penseremo magari più avanti...
Poi se consideriamo che ho finalmente ripreso in mano il blog, forse abbiamo una cosa positiva in più, ma non è detto...
Ok, prepariamoci a compiere un po' di miracoli, e ricordatevi che all'ultima cena vorrei della birra artigianale invece del vino!
Salut!
P.S.: Scusate i frequenti stravolgimenti di grafica, ma stiamo cercando di avvicinarci al template definitivo...
Ora, se un qualsiasi capellone mediorientale è riuscito a creare tutto quel clamore intorno a sè semplicemente scambiando di nascosto degli otri d'acqua con degli otri di vino, anche io penso di dover riflettere su cosa fare della mia vita...
Dunque vediamo, dopo un annetto alquanto burrascoso, che mi ha anche portato sull'orlo di un esaurimento nervoso (no, purtroppo questa non è una spiritosa esagerazione...) la mia situazione attuale è questa:
- ho lasciato un lavoro sicuro che, per le condizioni di scarsa organizzazione in cui veniva dolosamente tenuto dal datore di lavoro stesso, ha seriamente messo alla prova la mia pazienza e la mia salute;
- dopo un periodo di passaggio attraverso varie collaborazioni, attualmente non ho un lavoro;
- al momento vivo a Roma, ma vista la condizione precedente, tendo a non considerarla una permanenza a lunga scadenza;
- non ho una donna (in maniera più radicale del solito, direi);
- un mio microracconto è stato pubblicato sull'antologia 128battute edita per beneficenza da Feltrinelli, selezionata dopo un concorso su Twitter. Se avete una libreria Feltrinelli nei pressi di casa fateci un salto e spendete un euro per una buona causa;
- sempre nell'ambito della letteratura brevissima annuncerò a breve una novità legata ad un noto sito satirico italiano;
- in autunno dovrebbe uscire il mio primo graphic novel, di cui al momento non posso dire niente, ma presto spero di poter dare ulteriori informazioni;
- all'orizzonte ci sono anche altre 2 pubblicazioni, ma ancora è prematuro parlarne.
Insomma, se dal punto di vista finanziario e personale siamo sull'orlo del disastro, da quello della scrittura si affacciano novità interessanti... A capire se questo bilancio è positivo o negativo penseremo magari più avanti...
Poi se consideriamo che ho finalmente ripreso in mano il blog, forse abbiamo una cosa positiva in più, ma non è detto...
Ok, prepariamoci a compiere un po' di miracoli, e ricordatevi che all'ultima cena vorrei della birra artigianale invece del vino!
Salut!
P.S.: Scusate i frequenti stravolgimenti di grafica, ma stiamo cercando di avvicinarci al template definitivo...
mercoledì 27 maggio 2009
Pause e altro...
Questo blog si è preso una lunga pausa... D'altronde, guardando le date dei post, la cosa è evidente...
Il punto è: perchè?
Perchè smettere di scrivere per mesi?
Si è smesso di scrivere solo sul blog, è una pausa dalla scrittura più estesa?
Come molti sanno, oltre un anno fa ho avuto un lavoro statale, che mi permetteva di avere una solidità economica, anche se a prezzo di un trasferimento in un luogo che non si è rivelato ottimale per il mio carattere.
Speravo che questa solidità economica si accompagnasse anche ad una nuova fase della mia scrittura, una fase più libera, più diretta verso qualcosa che mi piacesse. E invece no.
Invece, sono stato costretto in un lavoro che ha iniziato a svuotarmi giorno dopo giorno, che mi ha "anonimizzato", che non mi lasciava la volontà per mettermi la sera davanti al wordprocessor per buttare giù una o due pagine. Dopo un anno, avevo scritto si e no una ventina di pagine, la stessa quantità che con i vecchi impegni lavorativi realizzavo nell'arco di un mese.
Non andava bene...
A questo sommiamo alcune delusioni che mi sono state date da un mercato editoriale che sfiorava la schizofrenia, in cui i "mi piace tantissimo, ma non posso pubblicarlo" erano diventati numerosi, in cui i disegnatori sparivano nel nulla dopo aver presentato appena pochi schizzi di prova per progetti di cui si dicevano entusiasti...
Insomma, ho raggiunto il punto di rottura...
E ho preso una decisione che secondo qualcuno è affrettata, ma credo sia l'unica possibile.
Ho deciso di prendermi una lunga pausa dal mio attuale lavoro, e di andarmene dalla città del nord dove ho vissuto negli ultimi 14 mesi.
Torno a cercare un lavoro che mi faccia sentire bene, che mi lasci la volontà e la forza di scrivere, perchè scrivere è quello che mi ha tenuto a galla nei momenti peggiori della mia vita, e non posso rinunciarci così facilmente.
La prossima pausa dal blog sarà dovuta a motivi tecnici che sono naturale conseguenza del trasloco di domani. Sì, domani: attualmente sono circondato da scatoloni, e cerco di capire come fare entrare tutto in macchina, ma in un modo o nell'altro ci entreranno...
A presto, e con novità migliori, si spera...
Il punto è: perchè?
Perchè smettere di scrivere per mesi?
Si è smesso di scrivere solo sul blog, è una pausa dalla scrittura più estesa?
Come molti sanno, oltre un anno fa ho avuto un lavoro statale, che mi permetteva di avere una solidità economica, anche se a prezzo di un trasferimento in un luogo che non si è rivelato ottimale per il mio carattere.
Speravo che questa solidità economica si accompagnasse anche ad una nuova fase della mia scrittura, una fase più libera, più diretta verso qualcosa che mi piacesse. E invece no.
Invece, sono stato costretto in un lavoro che ha iniziato a svuotarmi giorno dopo giorno, che mi ha "anonimizzato", che non mi lasciava la volontà per mettermi la sera davanti al wordprocessor per buttare giù una o due pagine. Dopo un anno, avevo scritto si e no una ventina di pagine, la stessa quantità che con i vecchi impegni lavorativi realizzavo nell'arco di un mese.
Non andava bene...
A questo sommiamo alcune delusioni che mi sono state date da un mercato editoriale che sfiorava la schizofrenia, in cui i "mi piace tantissimo, ma non posso pubblicarlo" erano diventati numerosi, in cui i disegnatori sparivano nel nulla dopo aver presentato appena pochi schizzi di prova per progetti di cui si dicevano entusiasti...
Insomma, ho raggiunto il punto di rottura...
E ho preso una decisione che secondo qualcuno è affrettata, ma credo sia l'unica possibile.
Ho deciso di prendermi una lunga pausa dal mio attuale lavoro, e di andarmene dalla città del nord dove ho vissuto negli ultimi 14 mesi.
Torno a cercare un lavoro che mi faccia sentire bene, che mi lasci la volontà e la forza di scrivere, perchè scrivere è quello che mi ha tenuto a galla nei momenti peggiori della mia vita, e non posso rinunciarci così facilmente.
La prossima pausa dal blog sarà dovuta a motivi tecnici che sono naturale conseguenza del trasloco di domani. Sì, domani: attualmente sono circondato da scatoloni, e cerco di capire come fare entrare tutto in macchina, ma in un modo o nell'altro ci entreranno...
A presto, e con novità migliori, si spera...
domenica 8 giugno 2008
Vedrai che trattamento ti riservo!
Sì, la mia fantasia nello scrivere i titoli dei post sta scarseggiando...
Comunque, tornando a cose importanti, diamo qualche aggiornamento:
1) ho di nuovo una connessione internet casalinga, quindi ora mi serve solo il tempo di scrivere qualcosa di sensato;
2) nell'ultimo mese, più o meno, ho dedicato tutto il mio tempo extra-lavoro ministeriale a scrivere un trattamento di sceneggiatura per un libro che potrebbe essere lì lì per andare in porto. E' un libro a cui tengo molto, sia per l'argomento, sia per l'amore (non saprei definirlo altrimenti) che ci ho messo nel progettarlo. Senza contare che la probabile casa editrice ha tutta la mia stima umana e professionale per aver prodotto dei piccoli capolavori, che sono anche stati pluripremiati. Erano anni che nessun editore mi chiedeva di scrivere un trattamento, cosa che devo dire non aver mai amato fare per la sua "meccanicità" in molte fasi del lavoro. E questo, insieme allo stress che ho addosso da circa 2 mesi per via del nuovo lavoro e della nuova città (che onestamente inizio ad odiare), non ha aiutato a trovare la giusta lucidità per la scrittura del trattamento, che ha richiesto infatti circa il doppio del tempo che avevo preventivato. Speriamo almeno porti i suoi frutti...
3) un paio di giorni fa è venuto a mancare Dino Risi, un grande del cinema italiano, nonostante le critiche sulle sue ultime produzioni. Spero che almeno dove si trova ora ci sia un produttore capace di lasciargli veramente carta bianca...
4) l'America non è lontana, come dicevo nel post precedente, ma mi serve almeno il tempo per prepararmi al viaggio (ammazza quanto sono ermetico! Chiamatemi Montale!).-
E per il momento è tutto, sperando che non passi un altro mese per il prossimo post.
Ah, in questi giorni è stato presentato il n.4 di Mono per le edizioni Tunuè, c'è dentro una mia storia disegnata dal prode conterroneo Giovanni Ruello. Non siate tirchi e compratelo!
Comunque, tornando a cose importanti, diamo qualche aggiornamento:
1) ho di nuovo una connessione internet casalinga, quindi ora mi serve solo il tempo di scrivere qualcosa di sensato;
2) nell'ultimo mese, più o meno, ho dedicato tutto il mio tempo extra-lavoro ministeriale a scrivere un trattamento di sceneggiatura per un libro che potrebbe essere lì lì per andare in porto. E' un libro a cui tengo molto, sia per l'argomento, sia per l'amore (non saprei definirlo altrimenti) che ci ho messo nel progettarlo. Senza contare che la probabile casa editrice ha tutta la mia stima umana e professionale per aver prodotto dei piccoli capolavori, che sono anche stati pluripremiati. Erano anni che nessun editore mi chiedeva di scrivere un trattamento, cosa che devo dire non aver mai amato fare per la sua "meccanicità" in molte fasi del lavoro. E questo, insieme allo stress che ho addosso da circa 2 mesi per via del nuovo lavoro e della nuova città (che onestamente inizio ad odiare), non ha aiutato a trovare la giusta lucidità per la scrittura del trattamento, che ha richiesto infatti circa il doppio del tempo che avevo preventivato. Speriamo almeno porti i suoi frutti...
3) un paio di giorni fa è venuto a mancare Dino Risi, un grande del cinema italiano, nonostante le critiche sulle sue ultime produzioni. Spero che almeno dove si trova ora ci sia un produttore capace di lasciargli veramente carta bianca...
4) l'America non è lontana, come dicevo nel post precedente, ma mi serve almeno il tempo per prepararmi al viaggio (ammazza quanto sono ermetico! Chiamatemi Montale!).-
E per il momento è tutto, sperando che non passi un altro mese per il prossimo post.
Ah, in questi giorni è stato presentato il n.4 di Mono per le edizioni Tunuè, c'è dentro una mia storia disegnata dal prode conterroneo Giovanni Ruello. Non siate tirchi e compratelo!
martedì 11 dicembre 2007
Scrivere...
Ieri sono andato alla Casa del Cinema di Roma, ad assistere ad una interessante discussione sulla scrittura cinematografica dal titolo "Come non scrivere una sceneggiatura... se non hai nulla da raccontare". Protagonista dell'incontro era un simpatico signore sugli ottant'anni di nome Furio Scarpelli.
"Chi è costui?" direte voi miei cari 25 lettori...
Furio Scarpelli, insieme allo scomparso Agenore Incrocci (in arte Age), è a tutti gli effetti un pezzo di storia del cinema italiano. Soggettista e sceneggiatore, ha contribuito a oltre 100 film (molti film di Totò, il Tassinaro di Alberto Sordi, l'Armata Brancaleone, il buono il brutto e il cattivo... sono sufficienti). Le due ore di conversazione con lui sono volate via veloci, parlando di come vanno ricercate le storie, dei punti di vista, delle differenze tra realtà e verità e tra descrizione e narrazione, di quanto sia sopravvalutato il semplice talento...
Purtroppo il tempo a disposizione è stato limitato, altrimenti gli argomenti da trattare sarebbero stati molti di più, in particolare la morte del cinema di genere in Italia, ma sarà per un'altra volta.
Insomma, una esperienza che, per me che tento di scrivere per lavoro, è stata quasi sciamanica, e che probabilmente influenzerà già quello a cui sto lavorando in questo periodo.
"Chi è costui?" direte voi miei cari 25 lettori...
Furio Scarpelli, insieme allo scomparso Agenore Incrocci (in arte Age), è a tutti gli effetti un pezzo di storia del cinema italiano. Soggettista e sceneggiatore, ha contribuito a oltre 100 film (molti film di Totò, il Tassinaro di Alberto Sordi, l'Armata Brancaleone, il buono il brutto e il cattivo... sono sufficienti). Le due ore di conversazione con lui sono volate via veloci, parlando di come vanno ricercate le storie, dei punti di vista, delle differenze tra realtà e verità e tra descrizione e narrazione, di quanto sia sopravvalutato il semplice talento...
Purtroppo il tempo a disposizione è stato limitato, altrimenti gli argomenti da trattare sarebbero stati molti di più, in particolare la morte del cinema di genere in Italia, ma sarà per un'altra volta.
Insomma, una esperienza che, per me che tento di scrivere per lavoro, è stata quasi sciamanica, e che probabilmente influenzerà già quello a cui sto lavorando in questo periodo.
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