E anche questa è fatta!
Ieri ho partecipato a questa famosa Festa del Libro, e posso dire, senza troppi timori di smentita, di aver fatto uno degli interventi meno noiosi della seratà. Tra le banalità moralistiche e le propensioni di "ricerca artistica" della maggior parte degli altri autori chiamati a parlare, io mi sono inserito con un approccio del tipo "Pubblico di Merda!".
Ho buttato un po' di fango su chi si lamenta della scadenza di cinema e libri e poi a Natale va a vedersi i film di Boldi e De Sica e compra i libri di barzellette di Totti lasciando produzioni migliori sugli scaffali.
Ho parlato di quanto possa essere difficile e allo stesso spontaneo scrivere un fumetto, di come l'espressione "roba per bambini" indichi solo una forte chiusura mentale e ignoranza, e ho letto un brano di Andrea Pazienza, invece di lasciarmi andare all'autocelebrazione che sembrava essere uno dei punti saldi della serata...
Una TV locale mi ha anche intervistato per non so quale programma e non so se manderanno mai in onda la mia intervista. Un'altra TV locale ha fatto una lunga ripresa della serata, e anche qui non so quando la cosa verrà trasmessa. Magari se riesco ad avere i filmati cerchrò di metterli sul blog.
Non so se verrò più invitato ad eventi del genere, ma almeno so che non avrò buonismi da rimpiangere!
lunedì 24 aprile 2006
domenica 16 aprile 2006
Ripensamenti...
Ormai scrivo poco qui...
Sono in un periodo di "scazzo"...
Tante idee per la testa ma poca voglia di portarle avanti...
Mi sono trincerato nell'attesa di risposte che tardano ad arrivare, nella speranza di qualche certezza su cui poggiare i miei lavori...
Intanto ho partecipato ad un altro paio di riunioni per la "Festa del Libro" di cui parlavo nel post precedente. Mi è stata data piena libertà di gestione del (poco) tempo che avrò a disposizione, e questo mi ha convinto a confermare la mia incerta adesione. Dovrò dire qualcosa di me e del mio lavoro, magari qualcosa sul mondo del fumetto in generale, e dovrò leggere al pubblico qualcosa. Ho scelto di non leggere un testo mio, ma piuttosto un breve scritto di Andrea Pazienza (e qui l'amico Sergio gongolerà). Ho deciso di non trattenere le parole, di dire cosa penso degli intellettualoidi del mio paese e anche di un paio dei "giovani scrittori" che condivideranno il tavolo col sottoscritto. Se va bene, qualcuno in futuro ci penserà due volte prima di dire che il fumetto è una forma letteraria di seconda categoria, e magari qualche persona senza talento appenderà la penna al chiodo o quantomeno imparerà a vivere di più le storie che vuole raccontare. Se va male potrebbe essere l'ultima volta che vengo invitato ad una manifestazione culturale organizzata dalle intellighenzie della mia città.
Intanto so che c'è già chi mi appoggia nelle mie intenzioni...
Comunque vada, non avrò di che lamentarmi...
Se il 23 aprile qualcuno passa dalle mie parti e vuole farsi due risate, si consideri invitato!
Sono in un periodo di "scazzo"...
Tante idee per la testa ma poca voglia di portarle avanti...
Mi sono trincerato nell'attesa di risposte che tardano ad arrivare, nella speranza di qualche certezza su cui poggiare i miei lavori...
Intanto ho partecipato ad un altro paio di riunioni per la "Festa del Libro" di cui parlavo nel post precedente. Mi è stata data piena libertà di gestione del (poco) tempo che avrò a disposizione, e questo mi ha convinto a confermare la mia incerta adesione. Dovrò dire qualcosa di me e del mio lavoro, magari qualcosa sul mondo del fumetto in generale, e dovrò leggere al pubblico qualcosa. Ho scelto di non leggere un testo mio, ma piuttosto un breve scritto di Andrea Pazienza (e qui l'amico Sergio gongolerà). Ho deciso di non trattenere le parole, di dire cosa penso degli intellettualoidi del mio paese e anche di un paio dei "giovani scrittori" che condivideranno il tavolo col sottoscritto. Se va bene, qualcuno in futuro ci penserà due volte prima di dire che il fumetto è una forma letteraria di seconda categoria, e magari qualche persona senza talento appenderà la penna al chiodo o quantomeno imparerà a vivere di più le storie che vuole raccontare. Se va male potrebbe essere l'ultima volta che vengo invitato ad una manifestazione culturale organizzata dalle intellighenzie della mia città.
Intanto so che c'è già chi mi appoggia nelle mie intenzioni...
Comunque vada, non avrò di che lamentarmi...
Se il 23 aprile qualcuno passa dalle mie parti e vuole farsi due risate, si consideri invitato!
sabato 18 marzo 2006
Ignorantitudine...
So che dovrei parlare come tutti della mia esperienza di quest'anno al Comicon di Napoli, ma sono pigro e preferisco aspettare che alcuni dei contatti presi durante la manifestazione diano riscontri...
Invece vi racconto di quello che mi è successo ieri, senza commenti o altro da parte mia.
La responsabile della biblioteca dei ragazzi della mia città, persona alquanto "originale", ha deciso di organizzare nel mese di aprile una "Festa del Libro", nell'ambito di una serie di eventi appoggiati dall'UNESCO. Tema della festa sarà "il viaggio".
Sono stato contattato, in qualità di unico giovane autore di fumetti della mia città, per dare il mio contributo ad un caffè letterario chedovrebbe chiudere la manifestazione. Ieri abbiamo avuto una riunione organizzativa in cui ci è stato chiesto di portare e leggere dei testi in cui ci ritroviamo particolarmente o dei testi nostri, con tema "il viaggio". Cercando di fare notare come è piuttosto difficoltoso leggere un fumetto al pubblico, ho detto che avrei potuto leggere dei testi di autori di fumetti che si sono cimentati anche nella prosa o poesia, ad esempio Hugo Pratt, Andrea Pazienza o Neil Gaiman. Quando ho detto questi nomi, in un imbarazzato silenzio degli altri partecipanti si è sentita la voce della suddetta responsabile: " Si può fare! Sono anche loro dei giovani fumettisti emergenti?".
Ho evitato ogni risposta, e mi sa che mi ritirerò dal caffè letterario...
Invece vi racconto di quello che mi è successo ieri, senza commenti o altro da parte mia.
La responsabile della biblioteca dei ragazzi della mia città, persona alquanto "originale", ha deciso di organizzare nel mese di aprile una "Festa del Libro", nell'ambito di una serie di eventi appoggiati dall'UNESCO. Tema della festa sarà "il viaggio".
Sono stato contattato, in qualità di unico giovane autore di fumetti della mia città, per dare il mio contributo ad un caffè letterario chedovrebbe chiudere la manifestazione. Ieri abbiamo avuto una riunione organizzativa in cui ci è stato chiesto di portare e leggere dei testi in cui ci ritroviamo particolarmente o dei testi nostri, con tema "il viaggio". Cercando di fare notare come è piuttosto difficoltoso leggere un fumetto al pubblico, ho detto che avrei potuto leggere dei testi di autori di fumetti che si sono cimentati anche nella prosa o poesia, ad esempio Hugo Pratt, Andrea Pazienza o Neil Gaiman. Quando ho detto questi nomi, in un imbarazzato silenzio degli altri partecipanti si è sentita la voce della suddetta responsabile: " Si può fare! Sono anche loro dei giovani fumettisti emergenti?".
Ho evitato ogni risposta, e mi sa che mi ritirerò dal caffè letterario...
giovedì 2 marzo 2006
Napul'è mille coloreeeeee......
Si va al Comicon!
Carpetta piena di materiale da presentare in giro, lettore mp3 pronto, macchina fotografica in borsa, cervello più o meno pronto, stomaco in modalità "Pizza"!
Se va tutto bene potrei tornare con qualche simpatico annuncio!
Intanto posso solo sogghignare pensando alla faccia che farà David Lloyd, disegnatore di V for Vendetta, quando il sottoscritto lo andrà a salutare con uno smagliante sorriso! Se coglie la somiglianza rischia un attacco di panico probabilmente!:-)
Carpetta piena di materiale da presentare in giro, lettore mp3 pronto, macchina fotografica in borsa, cervello più o meno pronto, stomaco in modalità "Pizza"!
Se va tutto bene potrei tornare con qualche simpatico annuncio!
Intanto posso solo sogghignare pensando alla faccia che farà David Lloyd, disegnatore di V for Vendetta, quando il sottoscritto lo andrà a salutare con uno smagliante sorriso! Se coglie la somiglianza rischia un attacco di panico probabilmente!:-)
martedì 21 febbraio 2006
Il compagno Molotov
Premetto che mi ero ripromesso, in questo blog, di parlare solo di fumetti, scrittura e tutto ciò che ci gira intorno, evitando soprattutto la politica.Ma l'altro giorno, leggendo su vari siti web le dichiarazione dell'esponenente di Rifondazione Comunista Marco Ferrando, che tante polemiche hanno sollevato, non ho potuto fare a meno di crearmi un parallelo mentale con un personaggio dei fumetti che amo molto...
Penso che un po' tutti conoscano BOBO, il personaggio di Sergio Staino le cui storie sono infarcite di riferimenti autobiografici. Fino ai primi anni '90 e alla fine della prima repubblica era una forte presenza delle storie di Bobo la figura di Molotov, amico inseparabile del protagonista e compagno di fede politica, in maniera decisamente più integralista ed incrollabile dello stesso Bobo.
Il compagno Molotov è un personaggio macchiettistico, nostalgico, irriverente, ma allo stesso tempo è la coscienza storica e politica di Bobo sinistrorso, la vocina che gli ricorda sempre a quali ideali si ispiravano in gioventù, che gli ricorda quello che è giusto, che gli dice che una volta non ci si sarebbe comportati in questa maniera, anche a costo di sembrare antipatico e offensivo.
Col passare degli anni, e l'ammorbidirsi delle sinistre partitiche, Molotov è diventato un personaggio più marginale nelle storie di Bobo, che riscopre invece sempre più le meraviglie della famiglia, e delega spesso ai figli le lotte per cui si sente troppo vecchio. Ma ogni tanto risalta fuori, e ricorda a Bobo (e a noi) che le idee non muoiono mai!
Ecco, leggendo per bene TUTTE le dichiarazioni di Ferrando, senza i commenti esterni, senza le contestazioni, senza le indignazioni di facciata, mi sono convinto di una cosa: lui potrebbe davvero essere il compagno Molotov delle nuove sinistre italiane!
Penso che un po' tutti conoscano BOBO, il personaggio di Sergio Staino le cui storie sono infarcite di riferimenti autobiografici. Fino ai primi anni '90 e alla fine della prima repubblica era una forte presenza delle storie di Bobo la figura di Molotov, amico inseparabile del protagonista e compagno di fede politica, in maniera decisamente più integralista ed incrollabile dello stesso Bobo.

Il compagno Molotov è un personaggio macchiettistico, nostalgico, irriverente, ma allo stesso tempo è la coscienza storica e politica di Bobo sinistrorso, la vocina che gli ricorda sempre a quali ideali si ispiravano in gioventù, che gli ricorda quello che è giusto, che gli dice che una volta non ci si sarebbe comportati in questa maniera, anche a costo di sembrare antipatico e offensivo.
Col passare degli anni, e l'ammorbidirsi delle sinistre partitiche, Molotov è diventato un personaggio più marginale nelle storie di Bobo, che riscopre invece sempre più le meraviglie della famiglia, e delega spesso ai figli le lotte per cui si sente troppo vecchio. Ma ogni tanto risalta fuori, e ricorda a Bobo (e a noi) che le idee non muoiono mai!
Ecco, leggendo per bene TUTTE le dichiarazioni di Ferrando, senza i commenti esterni, senza le contestazioni, senza le indignazioni di facciata, mi sono convinto di una cosa: lui potrebbe davvero essere il compagno Molotov delle nuove sinistre italiane!
venerdì 27 gennaio 2006
Ricordare...
Oggi è il giorno della memoria...
Il ricordo della Shoa (termine da preferire ad Olocausto, visto che quest'ultimo letteralmente vuol dire "sacrificio a Dio", e in quel caso Dio non c'entrava proprio niente!) può farsi in tanti modi: ricordando i morti, rileggendosi un libro di storia, guardando le immagini dei campi di sterminio nazisti, e via dicendo...
Io, anche se solo alla fine di questa giornata, vi invito a ricordare con due suggerimenti per le vostre letture.
Il primo è "MAUS" di Art Spiegelman, opera a fumetti vincitrice del Premio Pulitzer, nella quale senza falsi buonismi si esamina la storia di una famiglia ebre che durante la guerra si vede togliere a poco a poco ogni diritto, fino alla deportazione e alla vita nei campi di concentramento. Un'opera essenziale sulla disumanizzazione, sul rapporto tra ebrei e nazisti e tra ebrei ed ebrei. Con ironia, realismo e, a tratti, cinismo...
Il secondo volume è "Il complotto" di Will Eisner, a cui ho già accennato nell'ultimo post. Un vero e proprio documentario a fumetti sulla vera storia dei Protocolli dei Savi di Sion, uno dei falsi storici più eclatanti e un dei principali fondamenti dei movimenti antisemiti dall'inizio del XX secolo in poi. Assurdo e sconcertante è come, nonostante la falsità di questi scritti sia stata più volte provata al di là di ogni dubbio, ancora oggi i protocolli vengano utilizzati come mezzo di propaganda e reclutamento da parte di tutte le organizzazioni antisemite nel mondo.
Due piccole letture, due piccoli mattoni nell'edificio della memoria.
Il ricordo della Shoa (termine da preferire ad Olocausto, visto che quest'ultimo letteralmente vuol dire "sacrificio a Dio", e in quel caso Dio non c'entrava proprio niente!) può farsi in tanti modi: ricordando i morti, rileggendosi un libro di storia, guardando le immagini dei campi di sterminio nazisti, e via dicendo...
Io, anche se solo alla fine di questa giornata, vi invito a ricordare con due suggerimenti per le vostre letture.
Il primo è "MAUS" di Art Spiegelman, opera a fumetti vincitrice del Premio Pulitzer, nella quale senza falsi buonismi si esamina la storia di una famiglia ebre che durante la guerra si vede togliere a poco a poco ogni diritto, fino alla deportazione e alla vita nei campi di concentramento. Un'opera essenziale sulla disumanizzazione, sul rapporto tra ebrei e nazisti e tra ebrei ed ebrei. Con ironia, realismo e, a tratti, cinismo...
Il secondo volume è "Il complotto" di Will Eisner, a cui ho già accennato nell'ultimo post. Un vero e proprio documentario a fumetti sulla vera storia dei Protocolli dei Savi di Sion, uno dei falsi storici più eclatanti e un dei principali fondamenti dei movimenti antisemiti dall'inizio del XX secolo in poi. Assurdo e sconcertante è come, nonostante la falsità di questi scritti sia stata più volte provata al di là di ogni dubbio, ancora oggi i protocolli vengano utilizzati come mezzo di propaganda e reclutamento da parte di tutte le organizzazioni antisemite nel mondo.
Due piccole letture, due piccoli mattoni nell'edificio della memoria.
lunedì 16 gennaio 2006
Troppe cose devo fare prima che venga domani...
No, non temete! Non ho iniziato ad ascoltare Cocciante!
E' solo un tentativo di giustificare la mia assenza prolungata da queste pagine!
Purtroppo da oltre un mese sono oberato da lavoro e studio, che si sono anche inchiappettati le mie vacanze di Natale! Proprio in questi giorni sto ultimando la sceneggiatura di un albo di 48 pagine (su soggetto altrui purtroppo) in termini non proprio umani, e contemporaneamente sto cercando di memorizzare 8 materie che mi serviranno per un esame professionale ai primi di febbraio!
Insomma, un bel casino!
Ma due parole ogni tanto devo anche lasciarvele, no?!
E allora parliamo brevemente del 3 Gennaio, data in cui, in quel di Palermo si è tenuta la bella manifestazione "Fumetti sotto l'albero", in quel magnifico locale che è l'Agricantus (non mi pagano per fare pubblicità!), e di cui sento tanto la mancanza quando mi imbarco in alcuni sabati sera all'insegna dello squallore nella mia zona! Un saluto cumulativo a tutti i presenti, in particolare al mio "albergatore" Sergio, ai "coinquilini" Jovatsuni e Mais, e ad Albo e Plunkink che sono riusciti persino a farmi disegnare (peggio per loro...)! Questa giornata di riposo mi è servita davvero tanto per far ripartire i miei neuroni in debito di ossigeno, e per rivedere gente che ormai da tempo non avevo modo di incontrare!
Mi sono, nonostante lo scarso tempo libero, concesso anche un po' di tempo per leggere qualche volume a fumetti che avevo in spaventoso arretrato, e tra questi devo dire che il mio favore si è soffermato da un lato su "il Complotto", ultima opera, postuma, di Will Eisner, che fa una attenta cronistoria di uno dei più clamorosi falsi storici a fini antisemiti, e dall'altro sulla caotica visionarietà di "the Maxx" di Sam Kieth, volume che raccoglie i primi 6 numeri del fumetto in questione in una edizione italiana ottimamente curata!
Infine, visto che quando devo lavorare ho bisogno di musica per carburare (un po' come le mucche per produrre pù latte), mi sono deliziato in questi giorni con "Hypnotize" dei System of a Down (un po' sopravvalutato rispetto alle precedenti produzioni, secondo me), "Rosenrot" dei Rammstein (il disco della maturità, è proprio il caso di dirlo), l'intera discografia PJ Harvey e i miei cari vecchi Police, uno dei pochi gruppi che riesce a farmi canticchire come un deficiente ogni volta che li ascolto!
A presto per qualche novità più fumettistica!
E' solo un tentativo di giustificare la mia assenza prolungata da queste pagine!
Purtroppo da oltre un mese sono oberato da lavoro e studio, che si sono anche inchiappettati le mie vacanze di Natale! Proprio in questi giorni sto ultimando la sceneggiatura di un albo di 48 pagine (su soggetto altrui purtroppo) in termini non proprio umani, e contemporaneamente sto cercando di memorizzare 8 materie che mi serviranno per un esame professionale ai primi di febbraio!
Insomma, un bel casino!
Ma due parole ogni tanto devo anche lasciarvele, no?!
E allora parliamo brevemente del 3 Gennaio, data in cui, in quel di Palermo si è tenuta la bella manifestazione "Fumetti sotto l'albero", in quel magnifico locale che è l'Agricantus (non mi pagano per fare pubblicità!), e di cui sento tanto la mancanza quando mi imbarco in alcuni sabati sera all'insegna dello squallore nella mia zona! Un saluto cumulativo a tutti i presenti, in particolare al mio "albergatore" Sergio, ai "coinquilini" Jovatsuni e Mais, e ad Albo e Plunkink che sono riusciti persino a farmi disegnare (peggio per loro...)! Questa giornata di riposo mi è servita davvero tanto per far ripartire i miei neuroni in debito di ossigeno, e per rivedere gente che ormai da tempo non avevo modo di incontrare!
Mi sono, nonostante lo scarso tempo libero, concesso anche un po' di tempo per leggere qualche volume a fumetti che avevo in spaventoso arretrato, e tra questi devo dire che il mio favore si è soffermato da un lato su "il Complotto", ultima opera, postuma, di Will Eisner, che fa una attenta cronistoria di uno dei più clamorosi falsi storici a fini antisemiti, e dall'altro sulla caotica visionarietà di "the Maxx" di Sam Kieth, volume che raccoglie i primi 6 numeri del fumetto in questione in una edizione italiana ottimamente curata!
Infine, visto che quando devo lavorare ho bisogno di musica per carburare (un po' come le mucche per produrre pù latte), mi sono deliziato in questi giorni con "Hypnotize" dei System of a Down (un po' sopravvalutato rispetto alle precedenti produzioni, secondo me), "Rosenrot" dei Rammstein (il disco della maturità, è proprio il caso di dirlo), l'intera discografia PJ Harvey e i miei cari vecchi Police, uno dei pochi gruppi che riesce a farmi canticchire come un deficiente ogni volta che li ascolto!
A presto per qualche novità più fumettistica!
sabato 24 dicembre 2005
Letterina a Babbo Natale
Visto il periodo, e visti alcuni recenti accadimenti che hanno riguardato la mia vita professionale, espongo qui quello che vorrei chiedere al vecchio bastardo incularenne quest'anno!
Vorrei un editore che non ragionasse come un pescivendolo arricchito, un editore che sa valutare i progetti sottopostigli con calma e prendersi il tempo di pensare alla loro possibile collocazione.
Vorrei un editore capace di pianificare, che sapesse dire "no" a quello che non gli piace e "sì" a quello che gli piace, scegliendo per bene le sue priorità e valutando le priorità anche dei lettori, invece di pubblicare semplicemente quello che gli viene proposto prima. Vorrei un editore capace di fermarsi, di dire "adesso non posso pubblicare altro", di farsi i conti in tasca prima di far buttare sangue per mesi a degli autori che credono in un progetto. Vorrei un editore che fa delle richieste a se stesso prima di farle ai suoi autori.
Vorrei un editore che quando dice "voi lavorate con me, non per me" fosse anche capacae poi di dimostrarlo.
Vorrei un editore che sa gratificare il mio lavoro nel tempo, anche se questo vuol dire essere pagati meno nell'immediato.
Vorrei un editore che non si spaccia per mecenate dei giovani autori, quando poi non gli riconosce pubblicamente neanche la paternità delle loro creazioni.
Non vorrei trovare un editore così in Francia o in America, perchè non posso permettermi un corso che mi faccia parlare e scrivere in francese o in inglese come in italiano, e non posso permettermi neanche un traduttore professionista.
Vorrei un editore italiano, perchè in passato c'erano e sapevano lavorare, e non bastano due scaramucce per farli sparire così...
Forse voglio troppo, ma se volessi troppo poco resterei dove sono ora!
Buone feste a tutti!
Vorrei un editore che non ragionasse come un pescivendolo arricchito, un editore che sa valutare i progetti sottopostigli con calma e prendersi il tempo di pensare alla loro possibile collocazione.
Vorrei un editore capace di pianificare, che sapesse dire "no" a quello che non gli piace e "sì" a quello che gli piace, scegliendo per bene le sue priorità e valutando le priorità anche dei lettori, invece di pubblicare semplicemente quello che gli viene proposto prima. Vorrei un editore capace di fermarsi, di dire "adesso non posso pubblicare altro", di farsi i conti in tasca prima di far buttare sangue per mesi a degli autori che credono in un progetto. Vorrei un editore che fa delle richieste a se stesso prima di farle ai suoi autori.
Vorrei un editore che quando dice "voi lavorate con me, non per me" fosse anche capacae poi di dimostrarlo.
Vorrei un editore che sa gratificare il mio lavoro nel tempo, anche se questo vuol dire essere pagati meno nell'immediato.
Vorrei un editore che non si spaccia per mecenate dei giovani autori, quando poi non gli riconosce pubblicamente neanche la paternità delle loro creazioni.
Non vorrei trovare un editore così in Francia o in America, perchè non posso permettermi un corso che mi faccia parlare e scrivere in francese o in inglese come in italiano, e non posso permettermi neanche un traduttore professionista.
Vorrei un editore italiano, perchè in passato c'erano e sapevano lavorare, e non bastano due scaramucce per farli sparire così...
Forse voglio troppo, ma se volessi troppo poco resterei dove sono ora!
Buone feste a tutti!
domenica 11 dicembre 2005
Una prece ci sta...
Con questa frase cara ai compagni di Alan Ford nel famigerato Gruppo TNT, porgo l'ultimo saluto a Robert Sheckley, scrittore di fantascienza eccezionale deceduto il 9 dicembre 2005. Con i suoi racconti ironici è stato ispiratore di una moltitudine di scrittori, tra cui Douglas Adams. Diversi film sono stati ispirati dai suoi racconti, tra cui "la decima vittima" di Elio Petri. Cercate qualcosa di suo in libreria, specie le raccolte di racconti: vi mostreranno un modello di narrazione che oggi è davvero troppo raro.
sabato 5 novembre 2005
Back to home
E si è tornati tutti a casa, nonostante l'impegno di Trenitalia nel renderci difficoltoso qualsiasi spostamento!
Ogni volta che torno a Lucca resto ammirato dalla bellezza della città: un centro storico da visitare con tanta attenzione e una vitalità inaspettata per un paese così piccolo!
Anche la fiera è sempre un piacere, anche se distruttiva a livello psicofisico per via dei continui spostamenti tra gli stand, la folla a seguire gli incontri e le proiezioni più interessanti, le discussioni di lavoro con gli editori, gli appassionati di gioco di ruolo dal vivo che ti fanno roteare gli spadoni di carta pesta a 5 cm. dal viso e via dicendo.
Poi, se come è successo quest'anno, la fiera si vive in compagnia di tanti amici e compagni di viaggio il piacere si moltiplica!
Dal punto di vista lavorativo qualcosa si è mosso, anche se in extremis: il mio progetto sul cyberpunk va avanti (e lo scouting di coloristi e altri disegnatori prenderà buona parte del mio tempo nelle prossime settimane!), qualche storia breve sembra verrà pubblicata nei prossimi mesi, e il mio vecchio pallino di un saggio sul fumetto cyberpunk apparso in italia è stato opportunamente incoraggiato.
Il cibo lucchese è sempre squisito, come il vino, e qui faccio un pubblico ringraziamento alla trattoria pizzaria "Il Viale" (messaggio promozionale).
Si aggiunga infine che ho rivisto dei vecchi amici che, senza esagerare, non incontravo ormai da qualche anno, e questo mi ha fatto veramente molto piacere.
Un bilancio positivo quindi, nonostante le ore di sonno perse (e non solo per le passeggiate notturne, visto che il simpatico bolognese Nicola si è rivelato un rumorista notturno temibile :-)).
E ora si torna al lavoro, lavoro che si moltiplica e si accavalla con lo studio per un esame che eviterei ma che devo fare, e con lo stress che la sola permanenza in un posto talmente retrogrado come quello in cui abito al momento riesce a generare copiosamente...
Forse dovrei dare un'occhiata ai costi degli affitti a Lucca...
Ogni volta che torno a Lucca resto ammirato dalla bellezza della città: un centro storico da visitare con tanta attenzione e una vitalità inaspettata per un paese così piccolo!
Anche la fiera è sempre un piacere, anche se distruttiva a livello psicofisico per via dei continui spostamenti tra gli stand, la folla a seguire gli incontri e le proiezioni più interessanti, le discussioni di lavoro con gli editori, gli appassionati di gioco di ruolo dal vivo che ti fanno roteare gli spadoni di carta pesta a 5 cm. dal viso e via dicendo.
Poi, se come è successo quest'anno, la fiera si vive in compagnia di tanti amici e compagni di viaggio il piacere si moltiplica!
Dal punto di vista lavorativo qualcosa si è mosso, anche se in extremis: il mio progetto sul cyberpunk va avanti (e lo scouting di coloristi e altri disegnatori prenderà buona parte del mio tempo nelle prossime settimane!), qualche storia breve sembra verrà pubblicata nei prossimi mesi, e il mio vecchio pallino di un saggio sul fumetto cyberpunk apparso in italia è stato opportunamente incoraggiato.
Il cibo lucchese è sempre squisito, come il vino, e qui faccio un pubblico ringraziamento alla trattoria pizzaria "Il Viale" (messaggio promozionale).
Si aggiunga infine che ho rivisto dei vecchi amici che, senza esagerare, non incontravo ormai da qualche anno, e questo mi ha fatto veramente molto piacere.
Un bilancio positivo quindi, nonostante le ore di sonno perse (e non solo per le passeggiate notturne, visto che il simpatico bolognese Nicola si è rivelato un rumorista notturno temibile :-)).
E ora si torna al lavoro, lavoro che si moltiplica e si accavalla con lo studio per un esame che eviterei ma che devo fare, e con lo stress che la sola permanenza in un posto talmente retrogrado come quello in cui abito al momento riesce a generare copiosamente...
Forse dovrei dare un'occhiata ai costi degli affitti a Lucca...
giovedì 27 ottobre 2005
Lucca mon amour!
E anche quest'anno si parte per l'amena cittadina toscana, con tante speranze e tanti progetti da presentare a tanti editori. Quest'anno devo dire che sono più ottimista, vista la qualità del materiale che mi porto appresso, ma non faccio previsioni per scaramanzia. Intanto so che si prefigurano cene e bevute con tanti amici e una full immersion di 4 giorni nel mio ambiente naturale. Speriamo che anche il viaggio sia gradevole, visto che trenitalia si diverte a sopprimere giusto i treni che mi servono, ma almeno questo treno trasporterà animali più nocivi delle zecche: dei fumettisti!
martedì 18 ottobre 2005
Lucca: ovvero lo stress da superlavoro
Nelle ultime settimane, oltre a quantità impressionanti di studio e lavoro, anche tutta una serie di preparativi per il materiale che dovrò presentare alla prossima mostramercato di Lucca ha contribuito a diminuire le mie ore di sonno già esigue. Tra soggetti, dossier, telefonate e mailate a disegnatori, collaboratori ed editori, il mio rincoglionimento naturale ha toccato nuove vette. E i miei due blog sono stati un po' trascurati, specie questo. In compenso, con la scusa di documentarmi per i progetti attualmente in lavorazione, ho rimesso mani su uno dei libri più rivoluzionari che la fantascienza abbia mai visto: "Neuromante" di William Gibson.Addentrarmi tra intrighi di fantapolitica, cyberspazio, intelligenze artificiali, organismi cibernetici, sortilegi informatici, è stata una esperienza che mi mancava, preso com'ero da altri generi letterari da qualche tempo (e soprattutto considerando il disinteresse sviluppatosi negli ultimi anni per la cultura cyberpunk originale, totalmente violentata dal film "MATRIX").
Molti dei romanzi cyberpunk oggi appaiono inverosimili, viste le scoperte scientifiche ed informatiche dell'ultimo decennio, eppure mantengono un fascino ed un potere di sospensione dell'incredulità sempre grande. E mi pare assurdo come in Italia, tutto sommato, di questo genere si sia visto poco e niente nel mondo dei fumetti, dopo il Cyborg di Brolli & C. e poche testate americane e giapponesi tradotte nel nostro paese.
Spero di poter essere io, nei prossimi mesi, a ricapultare i lettori italiani nel cyberspazio, anche se sembra un po' presuntuoso.
E adesso scusate, ma vado a riposare mezz'ora prima di ricominciare a studiare!
giovedì 6 ottobre 2005
E' natu 'nu criaturu...
L'attore Nicolas Cage, prossimo interprete della versione cinematografica di GHOST RIDER, ha un paio di giorni fa avuto un figlio.
"E al popolo?" direte voi...
Be' sappiate che l'attore in questione è un grande appassionato di fumetti (il suo vero cognome è Coppola, essendo peraltro parente del noto regista, ma ha scelto il cognome d'arte Cage ispirandosi a Luke Cage, il superore Powerman della Marvel), tant'è vero che più volte ha tentato, prima di girare il film sul motociclista infernale, di avere ruoli nei vari film tratti dai fumetti americani (sappiate che abbiamo rischiato di vederlo con addosso la tutina di Superman nella versione dark che voleva darne Tim Burton in un progetto poi abortito). E in onore del suo eroe a fumetti preferito ha deciso di chiamare il figlio... Kal-El (che per quei due o tre che non lo sapessero è il vero nome kryptoniano di Superman)!
Tutta la mia solidarietà va al bambino che resterà per sempre segnato da questa scelta...
P.S.: mi segnalano dalla regia che lo stesso nome lo scelse qualche anno fa per il figlio anche Jon Bogdanove, ex-disegnatore dell'Uomo d'acciaio! A questo punto, un mio ipotetico figlio lo chiamerò Lobo!
"E al popolo?" direte voi...
Be' sappiate che l'attore in questione è un grande appassionato di fumetti (il suo vero cognome è Coppola, essendo peraltro parente del noto regista, ma ha scelto il cognome d'arte Cage ispirandosi a Luke Cage, il superore Powerman della Marvel), tant'è vero che più volte ha tentato, prima di girare il film sul motociclista infernale, di avere ruoli nei vari film tratti dai fumetti americani (sappiate che abbiamo rischiato di vederlo con addosso la tutina di Superman nella versione dark che voleva darne Tim Burton in un progetto poi abortito). E in onore del suo eroe a fumetti preferito ha deciso di chiamare il figlio... Kal-El (che per quei due o tre che non lo sapessero è il vero nome kryptoniano di Superman)!
Tutta la mia solidarietà va al bambino che resterà per sempre segnato da questa scelta...
P.S.: mi segnalano dalla regia che lo stesso nome lo scelse qualche anno fa per il figlio anche Jon Bogdanove, ex-disegnatore dell'Uomo d'acciaio! A questo punto, un mio ipotetico figlio lo chiamerò Lobo!
sabato 1 ottobre 2005
Il ratto, questo strano animale...

Alcuni giorni fa, mentre me ne zompettavo allegro (insomma...) per le vie della mia amena cittadina (oddio, amena...), una voce alle mie spalle è riuscita a procurarmi un brivido di terrore degno del peggior sesto senso e mezzo.
"Ciao, Alfredo!".
Questa è la frase che mi ha suscitato tanto scombussolamento! Come mai, direte voi, poveri ignari...
Ebbene, si da il caso che tale frase rappresenti una delle battute più sadiche di "la minaccia verde" mirabile episodio del Rat-Man di Leo Ortolani. Per quei 3 o 4 che ancora non lo sapessero, Rat-Man è il personaggio comico più riuscito (e più venduto) nei fumetti italiani dai tempi di Cattivik. E "Ciao Alfredo" sono le ultime parole che sente prima di essere legnato a sangue da degli anonimi assalitori che lo avevano scambiato per questo fantomatico Alfredo. Lui naturalmente ha preferito non fargli notare l'equivoco per evitare che questi gentili signori si arrabbiassero.
Da queste poche parole, capite che buona parte dell'umorismo di Rat-Man è da ricondursi a situazioni paradossali e piuttosto sadiche, ma non solo questo. Senza timore di smentita posso dire che Rat-Man è uno dei fumetti italiani meglio scritti in assoluto. L'equilibrio perfetto di trama seria e demenzialità lo rende un prodotto praticamente unico nel panorama editoriale nostrano.
Il mio primo approccio con Rat-Man fu praticamente casuale ed involontario: una decina di anni fa (oddio, mi sento vecchio!) ero in una manifestazione romana sui fumetti denominata Expocartoon, manifestazione un tempo gloriosa e poi miseramente decaduta. Mentre giravo tra gli stand dei piccoli editori capitai davanti a quello della neonata BD edizioni, dove una serie di albetti in bianco e nero dall'aspetto poco convincente erano esposti e dove uno strano tizio, magrolino, basso e con gli occhiali faceva dei disegni di una speci di topo con la mantellina. Prima che il mio interesse potese decadere, l'occhialuto disegnatore mi mise nelle mani un albetto delle Origini di Rat-Man e mi disse:"Questo è molto divertente, dagli un'occhiata!". Vedendo un'ombra di disperazione mista a passione negli occhi dell' stralunato disegnatore (che peraltro mi spiegò di non voler tornare a fare il geologo), lo acquistai insieme ad un altro albetto. E continuai il mio giro.
La sera, mentre procedevo alla lettura dell'acquistato, dopo una sola pagina di Rat-Man ero colto da una risata violenta e compulsiva, dovuta alla raffica di gag che sin dalle prime riche si inanellavano. Da allora non ho più perso di vista nessun prodotto dell'ex-geologo Leo Ortolani, che nel frattempo è diventato decisamente più famoso ( e meno sciatto nel vestire, da quanto ho visto negli ultimi anni).
E così, attendendo la prossima serie animata di Rat-Man, vi saluto tutti: "Ciao Alfredo!"
domenica 25 settembre 2005
Contrappesi...
Nelle ultime settimane ho dovuto fare i conti con molte situazioni che non hanno certo giovato alla mia serenità mentale: lavoro, studio, accavallarsi di impegni, situazioni personali complicate, delusioni e altro...Eppure, proprio in questo periodo, le idee per nuove storie, nuovi progetti a fumetti, racconti e altri sfoghi narrativi hanno affollato la mia mente come non succedeva da tempo. Sono talmente tante che faccio fatica a starci dietro, a svilupparle, e considerando quante sono quelle buone è un peccato sapere che la maggiorparte di loro non vedràmai realizzazione. E' come se per ogni pezzettino di vita reale che mi viene a mancare, arrivi in compenso una nuova storia da raccontare.
E mi viene da pensare che in fondo è uno strano blianciamento...
giovedì 22 settembre 2005
Vita da reclusi...

Questa notte, alle 24, su Italia 1 verà trasmessa la prima puntata di OZ, una delle serie Tv americane più sconvolgenti degli ultimi anni. Interamente ambientata all'interno di un carcere, esamina, senza censure o artifici, le dinamiche della vita quotidiana di detenuti, impiegati, guardie di sicurezza. Violenza, sesso, razzismo e quant'altro vengono mostrati senza troppi peli sulla lingua, senza mezze misure, in un realismo brutale che riesce a non diventare mai gratuito.
Avendo già visto sulla Tv satellitare le prime due stagioni di OZ posso dire che è più che un esperimento di scrittura ben riuscito, ma uno sguardo feroce su una parte di mondo che i media tentano di non mostrare mai. Fa bene il paio con i libri di Edward Bunker questo telefilm così particolare, e, per quanto lontano dalla situazione carceraria italiana, lancia uno frecciata potente a chi vede il carcere come mezzo efficace per debellare il crimine.
Perchè ne parlo qui? Non so, forse perchè Oz è tra i riferimenti che sto usando per un mio progetto a fumetti attualmente in lavorazione, forse perchè è un buono spunto per chi voglia scrivere di realtà meno zuccherose di quelle che la fiction TV italiana ci propina ogni giorno.
Cmq, dategli un'occhiata e mi saprete dire...
domenica 18 settembre 2005
Attimo di autocelebrazione
Post breve ed autocelebrativo per segnalare un piccolo articolo su Komix.it che riguarda il vostro Cinico preferito! E prossimamente potrebbero esserci altre novità. Grazie a Claudio per la segnalazione!
domenica 11 settembre 2005
Remember, remeber, the five of november... atto II
Come avevo detto nel post precedente, ho dei grossi timori sulla qualità del film su "V for Vendetta"...Questi timori a quanto pare sono più che fondati, visto che è già stata annunciato un rinvio dell'uscita nelle sale, rispetto all'annunciata data simbolo del 5 settembre 2005. Durante la conferenza stampa, regista e produttori (i Wachowsky brothers, quelli di Matrix), alla domanda se il rinvio fose dovuto alla attuale situazione di tensione della Gran Bretagna causata dal terrorismo e se avessero paura che il loro film potesse dar adito ad una maggior tolleranza e benevolenza dell'opinione pubblica nei confronti di alcuni movimenti sovversivi, hanno risposto sostanzialmente così:" Ehy, questo film non parla mica di politica, è solo un film di azione per ragazzi!".
Chi conosce l'opera condividerà i miei sudori freddi, dopo questa affermazione...
giovedì 8 settembre 2005
Remember, remember, the five of november...
Oggi una mia amica mi chiedeva cosa rappresentava la maschera che compare nel mio profilo.
Colgo l'occasione ed il luogo per una pubblica spiegazione.
La maschera in questione rappresenta infatti in maniera goliardica il viso di Guy Fawkes, dinamitardo e cospiratore contro la corona inglese nel XVII secolo, autore di un attentato fallito contro il dispotico re Giacomo nel giorno del 5 novembre. Tale maschera è anche l'unico volto di V, fascinoso protagonista di "V for Vendetta", romanzo grafico del maestro Alan Moore e di Dave Loyd. In una distopica Inghilterra postnucleare un regime fascista opprime il popolo, ormai rassegnato alla proporia condizione di sottomissione. Ma un uomo misterioso, col volto coperto dalla maschera in questione e avvolto in un mantello grigio come la nebbia di Londra, inizia una sua guerra contro il regime che gli ha tolto la libertà, l'arte, l'amore e la dignità, e infine anche l'identità nei campi di concentramento.
Alan Moore compone uno squisito affresco dove anarchia e grand guignol si mescolano sapientemente, spingendo a pensare, rivelando un re nudo, sferrando cazzotti nello stomaco all'amor proprio dei lettori.
Una grande opera, dei grandi autori e un personaggio affascinante oltre ogni limite.
Speriamo che l'imminente film non lo rovini...
Colgo l'occasione ed il luogo per una pubblica spiegazione.
La maschera in questione rappresenta infatti in maniera goliardica il viso di Guy Fawkes, dinamitardo e cospiratore contro la corona inglese nel XVII secolo, autore di un attentato fallito contro il dispotico re Giacomo nel giorno del 5 novembre. Tale maschera è anche l'unico volto di V, fascinoso protagonista di "V for Vendetta", romanzo grafico del maestro Alan Moore e di Dave Loyd. In una distopica Inghilterra postnucleare un regime fascista opprime il popolo, ormai rassegnato alla proporia condizione di sottomissione. Ma un uomo misterioso, col volto coperto dalla maschera in questione e avvolto in un mantello grigio come la nebbia di Londra, inizia una sua guerra contro il regime che gli ha tolto la libertà, l'arte, l'amore e la dignità, e infine anche l'identità nei campi di concentramento.
Alan Moore compone uno squisito affresco dove anarchia e grand guignol si mescolano sapientemente, spingendo a pensare, rivelando un re nudo, sferrando cazzotti nello stomaco all'amor proprio dei lettori.
Una grande opera, dei grandi autori e un personaggio affascinante oltre ogni limite.
Speriamo che l'imminente film non lo rovini...
martedì 6 settembre 2005
Potere all'immaginazione!
Uno dei personaggi a fumetti che, nell'età adultà, mi ha più affascinato è stato senz'altro quello di Lanterna Verde!O meglio... delle Lanterne Verdi! Sì perchè le Lanterne Verdi sono tante, una per ogni settore dell'Universo, col compito di mantenere l'ordine, la giustizia e la pace. Degli sbirri galattici se vogliamo...
Comunque, la particolarità di questi sbirri è la loro arma, l'Anello.
L'anello delle Lanterne Verdi ha la capacità di emettere una particolare forma di luce solida, ad alta densità di energia, che viene forgiata dal suo detentore secondo la sua fantasia e volontà.
Fantasia e volontà!!!
Riuscite a pensare a qualcosa di più rivoluzionario?! Credo che si possa definire il più "sessantottino" dei superpoteri!
Questa caratteristica è stata negli ultmi anni messa in risalto da molti scrittori delle avventure del supereroe di verde vestito.
In particolar modo quando, alcuni anni fa, come ultimo detentore dell'anello, e per giunta dell'ultimo anello sopravissuto ad una strage subita dal corpo delle Lanterne ad opera di Hal Jordan (una ex-Lanterna Verde impazzita), fu Kyle Reiner di professione.... FUMETTISTA!!!
Ebbene sì, uno scapestrato disegnatore venne considerato come la creatura più idonea nell'universo per la sua immaginazione e i suoi ideali!
E allora sappiate, quando dite che i fumetti sono robetta per bambini, che uno degli autori di tale robetta potrebbe benissimo essere il prossimo guardiano dell'Universo!!! (ok non bevo più...)
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