domenica 27 maggio 2012

Pubblicità regresso

La pubblicità è l'anima del commercio. E oggi non esiste cosa che non sia commerciabile: beni, servizi, arte, voti, lavoro... Certo, forse il commercio di alcune cose non è esattamente legale, ma non è questo il punto. Se vuoi vendere qualcosa, devi fare in modo che la gente ne conosca l'esistenza, e che ne possa valutare l'opportunità dell'acquisto. A volte, se sei abile e spietato, fai credere alla gente di avere bisogno di quello che stai vendendo, indipendentemente se sia vero o meno. Poco etico, ma generalmente legale. A questo serve la pubblicità, anche quella su internet. E anche quella in forma di spam, a volte. Non ci nascondiamo dietro un dito: tutti hanno ricevuto almeno una volta dei messaggi di posta elettronica da parte di aziende che non si capisce come abbiano avuto il nostro indirizzo e-mail (e no, non parlo necessariamente di "enlarge your penis" e simili). Ad esempio, a me due giorni fa è arrivata questa e-mail.
Tralasciando l'errore di ortografia nell'intestazione, credo che la frase che resta impressa sia una: "LICENZIA UN DIPENDENTE!" Sì, da leggere come se fosse maiuscola, con incisività. "LICENZIA UN DIPENDENTE!" Uno slogan spregiudicato, di sicura presa, che parla "di pancia" agli imprenditori che ogni giorno cercano di far quadrare i conti della loro azienda. E che, a mio parere, è a dir poco di cattivo gusto. "LICENZIA UN DIPENDENTE!" In un momento in cui ci sono quasi quotidianamente suicidi di gente rimasta senza lavoro, in cui il tasso occupazionale va giù più velocemente delle mutande di un consigliere regionale della lombardia, l'agenzia di servizi per il web Kirweb offre questa soluzione: "LICENZIA UN DIPENDENTE!" Ecco, chi consiglia una cosa del genere io oggi lo chiamo in una sola maniera: CRIMINALE! Non so se altre persone che posso conoscere abbiano ricevuto una mail dalla Kirweb, ma mi auguro, solennemente, che nessuno decida mai di affidare a loro qualsivoglia incarico, pulizia dei cessi compresa. Aziende come la Kirweb meritano di sparire nel peggior dimenticatoio, e chiudere. E siano i loro soci a doversi cercare un nuovo lavoro, e non gente che al proprio lavoro ormai è legata solo da un filo. Diffondete, se volete, questo post, e fate in modo che certa gente si possa vergognare di un certo modo di farsi pubblicità...

domenica 8 aprile 2012

Nuova casa e nuovo libro

Ok, era qualche giorno che volevo postare qualcosa, ma operazioni di trasloco e il dilungarsi dei tempi per l'allaccio di internet mi hanno impedito di farlo. Ora ho una nuova casa, si spera definitiva, e un nuovo libro in uscita. Stavolta si cambia regime, e abbandoniamo le favole metropolitane per buttarci sull'umorismo.
Ad accompagnare i miei testi stavolta troviamo i disegni del prode Salvatore Amedei e gli sfavillanti colori di Massimo Travaglini. Il libro, pubblicato da Primiceri EDitore, sarà disponibile a partire dal 28 aprile al Napoli Comicon, e poi in tutte le fumetterie.
Curiosi?
Ecco a voi un bel booktrailer!

martedì 13 marzo 2012

E' tutta una questione di Diaframma, ovvero: impressioni da un live

I Diaframma in Italia sono uno di quei gruppi famosi eppure sconosciuti allo stesso tempo.
Famosi perché, se li nominate a persone dai 30 anni in su, circa l'80% si ricorderà di loro. Sconosciuti perché, di quell'80%, solo un 10% saprà citarvi correttamente i titoli di almeno 5 loro canzoni.
I Diaframma, dopo anni turbinosi, oggi si identificano unicamente nella persona di Federico Fiumani, autore della maggior parte dei testi, nonché poeta, nonché personaggio surreale che riesce a coniugare misantropia e filantropia nella sua persona.
I Diaframma hanno dato alle incisioni pochi mesi fa un nuovo album dal titolo "Niente di serio", e, come nella miglior tradizione rock, è partito un bel tour promozionale. Niente stadi o enormi sale per loro, ma solo dei club ben selezionati e che possano proporre dei biglietti d'ingresso non troppo onerosi, che di questi tempi c'è tanta crisi, signora mia!
I Diaframma sono venuti a Roma, al Jailbreak di via Tiburtina, lo scorso sabato. Il Jailbreak è un locale che in passato era noto soprattutto per serate blues e rock 'n blues, e che ha il pregio indiscusso di essere non troppo distante dalla mia abituale abitazione (posso bere un bicchiere in più!).
Il concerto non inizia puntuale, altrimenti si resterebbe delusi. E dura oltre due ore. E non fa restare delusi. E' la prima volta che vedo i Diaframma live con l'attuale formazione. Fiumani sarà ormai sulla cinquantina, o poco ci manca. A occhio la sua età è pari alla somma di quelle del bassista e del batterista, due giovani musicisti di ottima tecnica, ma che fanno una fatica boia a star dietro al loro frontman, che pesta duro sulla sua chitarra (con qualche svarione ogni tanto, ma ci può stare) e canta con l'entusiasmo e l'energia di un ventenne. Durante il concerto il grigio tra i suoi capelli sembra tornare a scurirsi, le piccole rughe agli angoli degli occhi e della bocca diventano invisibili. Ci sono solo lui, una voce che continua ad essere forte e decisa (con buona pace di chi rimpiange Sassolini) e delle canzoni che continuano a schiaffeggiare gli ascoltatori con la loro ironia tagliente.
Il concerto dei Diaframma è, nel senso più propriamente ontologico, un evento. Le parole rivolte al pubblico sono poche, con poche concessioni al facile umorismo, e con poche pause per richiamare alla memoria i testi di canzoni che sono a volte più vecchie di alcuni spettatori.
E a fine spettacolo, dopo quasi due ore e mezza, Federico ci saluta e non lo nasconde "VOI mi sembrate stanchi, buonanotte".
Era una gara tra lui e tutti gli altri presenti nel locale, compresi i suoi compagni di palco. E col cacchio che può decidere di darla vinta. Lui è Federico Fiumani, anima dei Diaframma. Gli altri sono solo variazioni su un arrangiamento.


P.S.: se vi aspettavate che parlassi delle canzoni, degli arrangiamenti, della presenza di pubblico, e altre simili amenità, vuol dire che mi avete scambiato per uno di Rolling Stones...

martedì 6 marzo 2012

Ci sei o sci-fi? Ovvero: il cinema italiano di fantascienza visto dai Manetti...

Dopo mesi in cui mi sono diviso ampiamente tra un lavoro di merda(TM) e la scrittura del mio nuovo libro (sappiate che sta per uscire infatti il mio nuovo capolavoro, ma di questo parleremo tra qualche giorno), sono riuscito anche ad andare ogni tanto al cinema onde non abbrutirmi troppo. E con mia sorpresa, dopo una chiacchierata con un ufficio stampa del settore, mi son visto recapitare un invito per l'anteprima stampa di "L'arrivo di Wang".
E che è? direte voi, miei 12 lettori e mezzo... "L'arrivo di Wang" è il nuovo film dei Manetti Bros, noti soprattutto per i loro videoclip e per la serie televisiva Coliandro, ed è un film ambientato nella loro città, Roma. Niente di nuovo fin qui... Il punto è che si tratta di un film di fantascienza, e con tanto di effetti speciali. E qui già la salivazione di qualcuno potrebbe aver subito delle alterazioni.
Girare un film di fantascienza a Roma è un atto di coraggio, non tanto per l'impossibilità drammaturgica di concepire una trama simile, quanto piuttosto per le difficoltà produttive e distributive che un'opera del genere potrebbe trovare. Anni fa Salvatores, col suo ottimo Nirvana, dovette scontrarsi con la cecità di un pubblico più avvezzo alle trovate pecorecce da cinepanettone che alle atmosfere del sommo Philip Dick, e ne pagò lo scotto con i scarsi incassi. Nel caso dei Manetti ci muoviamo tra Asimov e Bradbury, ma abbiamo anche strizzate d'occhio a referenti cinematografici come Michael Bay, ma pure a serie tv come X-Files. Il tutto condito da una sacrosanta e mai abbastanza compresa italianità. La parola B-Movie è in agguato, specie sapendo dei budget limitati con cui una produzione del genere può partire, per tacere della difficoltà con cui si associa mentalmente una produzione italiana a degli effetti speciali degni di tale nome (sorvoliamo sul fatto che nelle principali produzioni cinematografiche americane, nei titoli di coda, alla voce effetti visivi i nomi italiani sono una presenza costante, anche se parliamo della LucasFilm).
E invece il film dei Manetti si muove bene, con una certa paraculaggine anche, e con degli effetti speciali 3D di buon livello, frutto degli studi italiani Palantir. Infatti, uno dei 3 protagonisti del film è un alieno interamente generato al computer, egregiamente modellato ed animato. Gli altri attori con parti di rilievo sono un Ennio Fantastichini come sempre encomiabile, nella parte dell'ufficiale di un non ben precisato corpo di forze dell'ordine, e la giovane e promettente Francesca Cuttica, che interpreta una traduttrice dal cinese alle prese con l'incarico più insolito della sua vita.
Il film, se proprio un b-movie non è, si muove al risparmio su molti aspetti, e gioca molto su una trama di stasi per buona parte del film, ingannando lo spettatore per tutto il tempo e sconvolgendolo con un finale cinicamente divertente.
Una buona prova, un buon inizio vorrei dire, ma per ora un ottimo bluff, di gran classe...

lunedì 18 luglio 2011

Letture per l'estate!

Ora se lo segnalo io, me la canto e me la suono da solo, ma se lo segnala Booksweb.tv,c'è di che pavoneggiarsi! Andate al min. 9:36!



mercoledì 25 maggio 2011

il mio metodo (?) di scrittura...

Premettiamo che questo blog, nonostante i ritmi geologici, non è morto...

Qualche giorno fa un conoscente, cercando di far finta di capire qualcosa del mio lavoro di sceneggiatore mi ha chiesto: "Ma il tuo metodo di lavoro quale è? Come ti organizzi per raccontare una storia?".
Dopo alcuni imbarazzanti e seccanti attimi di silenzio, in cui cercavo una risposta rapida che potesse soddisfare una persona che cercava solo di farmi una domanda che potesse apparire intelligente, pur avendo premesso che l'ultimo fumetto letto era un Topolino della fine degli anni 80,  mi son reso conto che una risposta semplice e chiara non l'avevo.
Non che non abbia mai pensato a crearmi un metodo di lavoro, ma la verità è che ogni volta che ho scritto qualcosa che ritenessi soddisfacente e valido anche per il pubblico, il mio metodo di lavoro, ogni mio tentativo di organizzarmi, di darmi dei tempi e degli spazi, era stato puntualmente mandato al diavolo.

Facciamo un esempio pratico:
Da circa un mese mi scervello sul prologo di un romanzo a fumetti che sto scrivendo. Ho circa 20 tavole (pure troppe) a disposizione per far emergere le passioni del protagonista, i suoi sentimenti, i suoi ideali, il suo approccio alla vita e al lavoro, lo svilupparsi di una sua viscerale passione. Ho inscenato una serie di eventi che parte dall'infanzia del protagonista, con personaggi comprimari, visioni profetiche, grandi epifanie. Ho studiato una regia ben dinamica delle tavole per non annoiare il lettore, ho cercato di mettere su carta delle gag e delle situazioni divertenti.
Insomma, su queste 20 tavole mi ci sono scervellato per bene per oltre un mese, eppure il risultato non mi soddisfaceva abbastanza: le trovavo prolisse, con poco appeal, noiose a tratti.
Stamattina mi sveglio tardi dopo una notte quasi insonne per le allergie, col pensiero di una giornata di lavoro (l'altro lavoro, quello con cui pago l'affitto) piuttosto rognosa. E mentre ancora assonnato cerco di capire quale cosa devo fare per prima oggi, vengo folgorato da un brivido alla base della nuca.
Mi siedo al pc e cancello 18 delle 20 tavole scritte nell'ultimo mese. E so esattamente come sostituirle. Non devo STUDIARE un nuovo approccio, perché so esattamente come affrontare il prologo, tecnicamente e narrativamente. Credo che in una settimana avrò le 20 tavole definitive, se avrò abbastanza tempo libero.

Il metodo della mia scrittura? E' essere sempre pronti a mandare a puttane il mio metodo, perché le storie non amano le regole.

venerdì 1 ottobre 2010

NCT tour: anteprima al Romics!

Da oggi, nonostante per motivi meramente tipografici il libro non sia prono, i vostri autori preferiti, Antonio Recupero (ovvero io) e Cristian Di Clemente (ovvero il mio socio), saranno al Romics, presso lo stand Tunué, per distribuire disegnini, strette di mano e cattivi consigli! Accorrete numerosi! (gradito il pubblico femminile...)

sabato 11 settembre 2010

Par condicio...

Ecco la segnalazione apparsa sul catalogo Alastor mega n.159 a pag.109!

venerdì 10 settembre 2010

domenica 5 settembre 2010

Anteprima da... Anteprima!

Dal n.228 per l'esattezza, a pag 116. Direi che ora è abbastanza chiaro...

lunedì 30 agosto 2010

Piccole anticipazioni tra amici

In maniera spiritosa, ma anticipiamo qualcosa...

domenica 29 agosto 2010

Anteprime...

Avete dato una lettura attenta all'ultimo numero di Anteprima della Pan Distribuzione? No?! Malissimo... ;-)

sabato 17 luglio 2010

Facciamo il punto della situazione...

Allora, rapidamente:


  • Contratto: firmato!
  • Tavole: consegnate!
  • Lettering: fatto!
  • Copertina: fatta!
Ok, manca la prefazione e qualche rifinitura, e poi iniziamo a rivelare qualcosa, eh?! ;-)

domenica 6 giugno 2010

Sono sempre qui, eh...

Le piccole assenze si ripetono, ma considerata che ho avuto nell'arco di un mese un cambio di lavoro (di quello che mi dà da campare, s'intende) e un cambio di casa. Il risultato è una certa devastazione psicofisica, che oggi in particolare si manifesta nella pressione a 2 dovuta a svariate ore in macchina sotto il sole che ho dovuto fare ieri per lavoro.
In compenso il nuovo lavoro (consulente commerciale, diciamolo va, senza troppe vergogne) mi sta portando a contatto con delle categorie umane estremamente varie, e non escludo di ispirarmi a qualche personaggio reale conosciuto così per alcuni prossimi progetti. Ieri peraltro, forse per il troppo sole o forse per lamia perversione mentale che mi porta a curiose associazioni di idee, ho avuto anche un'idea per una storia grottesco-umoristica.
Intanto, sappiate che tra pochi giorni invece inizierò a rivelare le prime anteprime del noto progetto la cui gestazione è durata circa un anno.
So, stay tuned, guys!

domenica 16 maggio 2010

In queste situazioni c'è solo una cosa da fare...

PAVONEGGIARSI!

Ora, chi mi conosce, sa della mia immensa modestia, che mi impedisce di parlare delle mie frequenti moltiplicazioni di pani e pesci, o della capacità di parlare 13 lingue (contemporaneamente).
Ma se, come tanti in rete, siete lettori del sito di "satira partecipativa" SPINOZA, saprete che al Salone del Libro di Torino è stato presentato in anteprima il volume "Spinoza: un libro serissimo", edito da Aliberti. In tale libro sono raccolte centinaia di battute scelte tra quelle proposte dagli utenti del sito in questione, e spesso rimaste inedite sulla home page. Ebbene spulciate bene tra gli autori delle facezie e troverete anche il sottoscritto!
Purtroppo non ho ancora tra le mani il volume in questione, ma sarà comunque acquistabile in tutte le librerie intorno al 27 del mese (giorno di paga, quindi non dite che non ve lo potete permettere!).
Nei prossimi post spero di potervi finalmente parlare di pubblicazioni non limitate a battute ed aforismi...