giovedì 22 febbraio 2007

Fumetto(in)dipendente

Chi ha avuto il raro onore di assistere ad una confererenza stampa in cui mi trovato dietro il tavolo dei relatori, avrà senz'altro notato quanto a disagio io possa essere quando devo parlare in pubblico. Questo lo sa bene anche il buon Baldo di Fatece Largo, che per farmi iniziare nel migliore dei modi la mia permanenza a Roma ha pensato bene di invitarmi a partecipare, come relatore, in una conferenza-dibattito sul mondo di autoproduzioni e fumetto indipendente che si terrà il 28 febbraio a Roma, in via N. M. Nicolai n.14, all'incirca alle 20:30. Siccome sono troppo pigro per dilungarmi, vi copio e incollo il comunicato stampa della manifestazione.

OUT incontra YRAMUL.

Due realtà dislocate, sincretiche e periferiche si incontreranno dal 23 al 28 Febbraio presso il quartiere San Cleto di Roma in via N. M. Nicolai 14.

Nel panorama odierno della comunicazione esistono mondi, come quello della fanzine o del teatro di ricerca…e per di più patafisico, abbastanza sconosciuti ai più. Movimenti che si muovono, in punta di piedi, parallelamente alla cultura massmediatica.

Out è una fanzine, un prodotto cartaceo casalingo che ospita al suo interno fumetti, illustrazioni, racconti, poesie,… di autori sicuramente non famosi, ma dal punto di vista della redazione,validissimi. Un laboratorio che avanza fotocopia dopo fotocopia,indipendentemente,a cadenza aperiodica e che allarga, il proprio orizzonte, tramite un blog:

http://blogdiout.blogspot.com

e “collettive out” (Claudia Amantini, Laura Canti, Antonio Flocco, Simona Petrucci): mostre di pittura & esperimenti grafici. Boccata d’ ossigeno che fa bene allo stomaco.

Collettive proposte per parlare di Out, per abbracciare le fotocopie dando voce a tutto ciò di cui riviste ufficiali (o dall’enorme tiratura) non parlano, per colonizzare nuovi territori e covare uova.

A loro, si apre il Gruppo di ricerca e di teatro patafisico YgramulLeMilleMolte che, come un mecenate, li accoglierà affettuosamente in una delle sue mostre mensili.

Questo gruppo è una realtà romana che vale assolutamente la pena di conoscere. Una realtà che da poco si è annidata nella periferia dell’Urbe e che ogni mese organizza una rassegna-bazaar in cui si può trovare qualsiasi cosa: dalle performance teatrali alle rassegne cinematografiche,dai concerti jazz ai dibattiti sul copy-left,dalle feste a quello che vi passa per la mente.

Il nome così lungo è dovuto a dei precisi significanti che racchiudono in loro l'animo-la logica-la politica del gruppo:

GRUPPO perchè, per sua natura, segue una logica cooperativa, di dialogo e non potrebbe che esistere come organismo di almeno quattro personalità differenti

INTEGRATO perchè tende a costruire l’integrazione con diversità (culturali, fisiche, mentali, sociali)

DI RICERCA perchè opera o almeno tenta di lavorare nella ricerca di nuovi linguaggi o strutture teatrali (cosa così dificile e faticosa in Italia), ma anche perchè muove i suoi passi in molte direzioni differenti, collaborando alla produzione di riviste, di CD, di fumetti, di video

E DI TEATRO per ovvi motivi

PATAFISICO collega il nostro modus operandi al grande pensiero dell’autore Alfred Jarry (inventore della “maschera” dell’Ubu), alla “scienza delle soluzioni immaginarie” (alla quale presero parte Calvino, Borges, Eco e che si riallaccia al movimento dadaista e al surrealismo)

YGRAMUL LE MILLEMOLTE è una citazione dalla splendida opera di Michael Ende, La Storia Infinita: «quell’orribile creatura non era un unico corpo compatto, ma una inimmaginabile quantità di minuscoli insetti di un azzurro acciaio, che ronzavano come calabroni infuriati e in sciami foltissimi si raggruppavano fino ad assumere di volta in volta le forme più disparate».

Tale creatura, con i suoi ragni, cavallette, mosche, calabroni, scorpioni dona l’idea dell’immensa varietà di abilità fisiche e mentali che possono collaborare ad una medesima azione teatrale e di come questo gesto (per essere visibile) debba essere formato da un insieme, da un organismo plurimo e compatto, da un gruppo (tutto torna!), ma contemporaneamente di come una realtà teatrale (come quella formata da Ygramul) nasconda l’orrore di tante raccapriccianti figure che stanno nascoste e collaborano (anche il pubblico deve sentire il disagio di questo confronto e ragionare sulle proprie responsabilità).

Parlare di Vania Castelfranchi,Massimo Cusato,Antonio Sinisi,Monica Crotti,Aida Talliente,Chiara Visca,Paolo Parente,Fiammetta Mandich,Silvano Magnone,Daniele Pittacci e Simone Di Pascasio, parlare del lavoro che fanno,dei sacrifici a cui sono sottoposti(non essendo finanziati da nessuno e nonostante ciò continuando a portare avanti una politica sui prezzi aperta a chiunque) ,dei loro viaggi nei sud del mondo,sarebbe un impresa titanica che occuperebbe troppe pagine perché le possa scrivere a quest’ora della notte...pertanto mi limito a ricordare il loro sito:

www.ygramul.net (per tenere sempre sott’occhio le loro azioni)

ed il loro blog :

http://www.gruppoamatoriale.org/dblog/default.asp (per approfondire il loro pensare/agire)

Da ricordare che in questa mostra, dal titolo “Risuona l’eco”,si potranno trovare esposti,dal giorno 23, vari OUTfeticci mentre il giorno 28 ci sarà un dibattito sull’editoria con Associazione Ludici Manierati e Fanzine Out. In regalo,solo per tale data, copia omaggio di un fumetto…sino ad esaurimento scorte !

Vincenzo Occhionero

martedì 6 febbraio 2007

La voce del Fuoco

Come non adorare i fumetti di Alan Moore?! Lo stregone di Northampthon ci ha da oltre 20 anni abituati a piccoli e grandi capolavori disegnati, in cui niente è lasciato al caso...
Quello che non tutti sanno è che non solo ai fumetti e alla stregoneria si limita l'arte creativa di Moore, ma anche alla poesia, alla musica sperimentale e alla narrativa.
In queste mie prime giornate romane sto centellinando il suo romanzo "La voce del fuoco" edito in Italia da BD. Essendo ancora neanche a metà non anticipo niente sulla trama, ma vi assicuro che dal punto di vista prettamente linguistico è una esperienza incredibile...
Il libro costituisce un viaggio iniziatico per il lettore, che si trova ad attraversare svariate epoche, dalla preistoria fino al XX secolo ( e forse oltre, ma devo continuare a leggere) ed il protagonista di ogni capitolo della storia racconta le vicende in prima persona e nel linguaggio della sua epoca.
Il primo capitolo, ambientato nel 4000 a.C. ha un linguaggio poverissimo e contorto per un lettore moderno, e costringe a grossi sforzi mentali per capire bene di cosa si parla... Personalmente per leggere quelle 60 pagine ci ho messo circa 3 giorni... Poi fortunatamente le cose migliorano, e la lettura si fa trascinante...
Lodi ai traduttori italiani che hanno affrontato una impresa epica con questo libro. Lo consiglio a tutti, specie a chi è affascinato dalla ricerca linguistica ed espressiva!
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